Messina da tre punti: “Io, l’Antonio Conte del basket? Escluso, sono tifoso del Milan non mi ci riconosco”

Per un tifoso dell’Olimpia fin dalla più tenera età (che pure si comprava le scarpette rosse da ginnastica e a 8 anni iniziava i corsi di minibasket), già il fatto di avere Ettore Messina alla guida della sua società del cuore non può che suscitare sentimenti favorevoli. Ancora di più dopo aver letto una delle sue dichiarazioni alla conferenza stampa di presentazione.

Gli è stato chiesto se si può considerare l’Antonio Conte dell’Olimpia (perchè ha vinto con Bologna? perché ha vinto all’estero? perché porterà una mentalità vincente in Eurolega?). Lapidaria e “definitiva” la sua risposta: “Sono un tifoso del Milan, faccio fatica a riconoscermi in questa definizione”.

Direi che si parte molto bene…..

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Milan, accordo “tombale” con l’Uefa: escluso delle Coppe ma chiude il contenzioso sul fair play finanziario

Il Bollettino ne aveva parlato solo qualche giorno fa: dopo una lunga attività diplomatica, il Milan trova l’accordo con l’Uefa. L’ufficialità dovrebbe già arrivare nelle prossime ore: il club rossonero verrà escluso dalla prossima Europa League – nonostante si sia classificato al quinto posto del campionato – e in cambio chiude ogni pendenza per le violazioni del fair play finanziario delle ultime quattro stagioni e ottiene un anno in più per raggiungere l’equilibrio di bilancio.

Le conferme arrivano da più parti e anche se in queste casi è d’obbligo essere ancora prudenti e usare i condizionali, tutto fa presumere che si vada in questa direzione. Alla fine, è prevalsa la linea – per altro contenuta anche nei regolamenti Uefa – per cui Elliott non può essere responsabile di quanto accaduto prima del suo arrivo.

D’altra parte, l’Uefa non poteva far finta di nulla e non constatare che nell’ultimo triennio di gestione Galliani-Berlusconi e anche nell’anno “cinese” la società Milan aveva palesemente violato le regole per cui le spese possono salire con la crescita dei ricavi e il risultato deve essere in equilibrio sostanziale (non oltre i 30 milioni di rosso nel triennio). Ecco perché una pena deve essere applicata e consiste nell’esclusione di una anno dalle competizioni europee.

I vantaggi di questa soluzione sono evidenti. Perché l’accordo prevede che il Milan ritiri il suo ricorso al Tas contro l’ultima sentenza per il triennio berlusconiano (per quello cinese non si era ancora pronunciata la Camera giudicante) e in cambio ottiene dall’Uefa di avere un anno in più di tempo per arrivare al pareggio di bilancio, al momento fissata al 2020-2021. Questo significa che può avere una maggiore elasticità di spesa, soprattutto nella finestra di calciomercato in corso, quando non deve rispondere alle regole Uefa non partecipando alle sue competizioni.

Questo non vuole dire che Elliott spenderà improvvisandosi sceicco arabo o magnate russo.  Perché comunque con il ritorno in Uefa torneranno a scattare i paletti. Ma guadagna tempo e può rinforzare la squadra. Con il ritorno – ci si augura – in Champions e il progetto stadio avviato dovrebbe anche aumentare l’interesse degli sponsor e chiudere il cerchio finalmente virtuoso.

 

EDITORIALE Cutrone si rilancia con l’Under 21 e mette in difficoltà Maldini e Boban: sicuri di volerlo vendere?

Comunque finisca, per il Milan sarà solo un vantaggio. E già questa potrebbe essere una storia a lieto fine. Perché dopo la prestazione nel secondo tempo contro la Spagna, Patrick Cutrone ha lanciato due messaggi distinti, per altro arrivati a destinazione: il primo all’allenatore dell’Under 21, Gigi di Biagio e l’altro ai vertici rossoneri, in primis a Paolo Maldini e Zvonimir Boban e in second’ordine a Marci Giampaolo. Al tecnico romano, Cutrone ha mandato a dire che il posto di titolare all’Europeo è “roba sua”. Molto più incisivo il suo impatto contro la Spagna, rispetto a Moise Kean: non solo ha allungato la difesa avversaria, ma il suo modo di giocare a sportellate, con il “veleno addosso” (come lo ha sempre definito Gennaro Gattuso) ha messo pressione agli iberici, oltre a liberare Chiesa per il gol del raddoppio.

Un Cutrone rigenerato (non segna dal febbraio scorso), in bella evidenza con l’Under 21 non può che rappresentare un doppio vantaggio per il Milan. Nel caso di cessione, le richieste aumenteranno e così il suo prezzo. Ricordiamo sempre, che essendo cresciuto nelle giovanili, per i rossoneri è tutta plusvalenza. Ma un giocatore con le sue caratteristiche, sempre pronto a buttarsi nella mischia, che non si arrende mai, che ha i colori rossoneri “dentro”, non può che essere un elemento in più per mister Giampaolo. Il quale non solo ha dimostrato di saper apprezzare anche una punta “fisica” accanto a giocatori più tecnici, ma è stato ingaggiato anche perché sa lavorare con i giovani: e il buon Patrick da Como è pur sempre un classe ’98.

Il Bollettino è convinto che prima di Cutrone ci sarebbero altri giocatori da cui ricavare plusvalenze importanti (Donnarumma e Suso su tutti). Per non dire che si sarebbero altri giocatori da cedere (ma da cui non si ricaverebbe altrettanto). Ed è vero che quest’anno non ha saputo ripetere la stagione precedente (ha segnato esattamente la metà, 18 contro 9 reti e solo 3 in campionato), ma un ragazzo della sua età può avere un anno meno convincente. Un insegnante di calcio come Giampaolo potrebbe essere la sua fortuna.

André Silva, ecco perché può restare al Milan e come il gioco di Giampaolo può rilanciarlo

Il Bollettino ne aveva già scritto. Ad André Silva il Milan dovrebbe dare una seconda possibilità. È vero che negli ultimi due anni la sua carriera non ha fatto passi in avanti e non ha ripetuto quanto di buono aveva fatto vedere con il Porto, tanto da portarlo a conquistare la maglia di centravanti titolare con la sua Nazionale (tra l’altro in gol anche con l’Italia).

Se il primo anno al Milan ha avuto l’alibi dell’ambientamento (data anche la giovane età, 24 anni ancora da compiere) e il fatto che Gattuso lo ha fatto giocare poco, a Siviglia ha messo in mostra tutti i suoi limiti. Per lo più caratteriali e non certo tecnici. Dopo una buona partenza, si è eclissato fino a retrocedere in panchina e a portare il club andaluso a non riscattarlo. Segno evidente che non sono i piedi a frenarlo, ma la testa.

Questo significa che fra il giovane portoghese si presenterà a Milanello per il raduno: per quanto il suo acquisto sia stato per buona parte ammortizzato, non sarà facile per il Milan in questo momento trovare un acquirente che replichi i 34 milioni della sua valutazione al momento dell’arrivo in Italia (per qua tonil suo procuratore sia il potentissimo Jorge Mendes). Il Milan potrebbe anche uscirne in positivo, ma non di molto. Ragion per cui, potrebbe provare a rilanciarlo. Anche perchè il gioco di Marco Giampaolo potrebbe essere per lui una rinnovata occasione per mettersi in mostra. Vediamone i principali motivi.

Prima di analizzare l’aspetto tecnico, c’è n’è uno ancora di mercato: se proprio il Milan volesse rinunciare a uno dei suoi attaccanti, il prescelto non può che essere Patrick Cutrone. Piange il cuore all’idea di rinunciare a un giovare uscito dalla Primavera, ma proprio per questo la sua cessione è tutta plusvalenza. E anche sostanziosa.

Da qui in poi, entra in gioco il nuovo mister (che verrà ufficializzato entro martedì). Nonostante abbia idee molto chiare su come mettere in campo le sue squadre e schemi molto precisi a cui non vuole rinunciare, Giampaolo parte sempre dagli uomini a disposizione. Votato a un gioco offensivo, piacevole, che scorre sempre fluido, i piedi buoni di Silva non possono che integrarsi bene nei meccanismi del tecnico di Giulianova.

Il quale ha saputo trovare il modo di rigenerare giocatori tecnici come Saponara e allungare la carriera a un attaccante come Fabio Quagliarella. Silva potrebbe essere la seconda punta perfetta per il 4312 di Giampaolo, capace sia di dialogare con il traquartista – Lucas Paqueta titolare, ma anche Hakan Calhanoglu riportato nel suo ruolo – e capace di aprire il gioco e trovare imbucate per Krzszytof Piatek. Potrebbe essere il Quagliarella del Milan: le doti tecniche ci sono e Giampaolo ha dimostrato di saper lavorare bene sulle motivazioni. Al portoghese ora tocca dimostrare di non perdere quella che potrebbe un occasione irripetibile.

Milan, Giampaolo vuole Torreira: costa ma farà un sacrificio per un regista “fondamentale”

Come in tutte le regole scientificamente provate, ci sono le eccezioni che ne confermano a pieno la validità. Il nuovo Milan Gazidis-Maldini-Boban non può (per il momento) e non vuole (per un paio d’anni) spendere. Ma scommette sui suoi scout (a cominciare dal “capo” Goffery Moncada) per scoprire talenti e/o giocatori affidabili a prezzi molto contenuti (il modello Krunic, per intenderci).                                                                                                                                                                                                                                                  Ma uno strappo alla regola verrà fatto. E si tratta di un’ottima scelta. Il Bollettino ne è innamorato da quando due anni fa lo ha visto giocare a San Siro con la Sampdoria guidata proprio Marco Giampaolo: il moto perpetuo, i contrasti decisi e senza paura, i piedi delicati con un colpo di piatto così preciso che consente al compagno di giocare la palla senza nemmeno doverla stoppare. E, soprattutto, la grande capacità di giocare spalle alla porta liberandosi della pressione avversaria e riaprire allo stesso tempo il gioco. Del resto, nasce seconda punta nelle giovanili e all’occorrenza trequartista.                                                                                                                                                                                   Sono le caratteristiche principali di Lucas Torreira, grazie alle quali, dalla Samp, ha conquistato la cabina di regia dell’Arsenal e della nazionale uruguagia. Giampaolo, come avrete letto, lo ha messo in cima alla lista delle sue richieste: se gli fosse concesso un solo giocatore sarebbe proprio lui. E il Milan farà di tutto per accontentarlo. Intanto, perché basta averlo visto giocare. Poi perché è fondamentale un giocatore con quelle caratteristiche nel 4312 del mister di Giulianova. Inoltre, è giovane esattamente come da politica del nuovo Milan, con 23 anni appena compiuti (ma già 105 partite tra serie A e Premieri e 10 gol). Anche il costo, se fossero confermate le indiscrezioni è accettabile: 40 milioni, contro una valutazione di 55 su Transfermarkt.                                                                                                                                                                                                                                  Inoltre, il Bollettino crede negli incroci del destino. A portarlo al centro del campo e del gioco è stato Massimo Oddo, indimenticato terzino destro dell’ultima Champions del Milan, quando allenava la Primavera a Pescara e ha poi conquistato la serie A. Guarda caso, lo stesso ruolo – stesse caratteristriche, stesso fisico – di un altro talento che si è fatto un nome sulle rive dell’Adriatico come Massimo Verratti. Ma ancora prima a sgrezzarlo nella Primavera degli abruzzesi appena arrivato dai Wanderers di Montevideo,  ci aveva pensato Federico Giampaolo, fratello del neo allenatore rossonero. Se a tutto ciò si aggiunge il fatto che la compagna di Torreira è italiana, un amore scoppiato durante la sua permanenza a Genova, e che vorrebbe tornare in Italia, il cerchio potrebbe anche chiudersi.                                                                                                                                                                                                                                                                                                           Certo: c’è la questione economica e il fatto che l’Arsenal non vorrà privarsene. Ma qui potrebbero avere un ruolo i legami di Gazidis con il club londinese, oltre al fatto che in questo caso la volontà del giocatore è sempre importante. Se così sarà, il MIlan, che sta nascendo mattone dopo mattone, avrebbe trovato un giocatore che ne consolida le sue fondamenta e che completa in mediana l’asse che da Romagnoli porta a Paquetà e che ha davanti anni di carriera. Incrociamo le dita.

Milan: Maldini e Boban lavorano anche in uscita, ma per Donnarumma e Suso ci sono gli acquirenti?

Il primo – Gigio Donnarumma – verrà sacrificato ai fini del pareggio di bilancio in qualità di pezzo più pregiato. Il secondo – Jesus Suso – si è messo alla porta da solo, con una richiesta economica che viene considerata irricevibile. Nel giorno della nomina ufficiale di Paolo Maldini in qualità di direttore tecnico e di Zvonimir Boban nominato Chief Football Officer si parla non solo di mercato in entrata ma anche in uscita. Perché le cessioni ci saranno. Non solo per diminuire il monte ingaggi, ma anche per fare cassa. Nel caso di un accordo con l’Uefa serviranno per coprire l’acquisto di giocatori più “costosi”, mentre nel caso in cui non si riuscirà a chiudere i procedimenti per violazione del fair play finanziario, per mantenere i conti in ordine.

Del numero 99, il Bollettino ha già scritto: il Milan ritiene di avere un portiere affidabile come Pepe Reina che può fare da chioccia ad Alessandro Plizzari, protagonista al mondiale Under 20 (sempre che questi non insista per andare in prestito per giocare da titolare). Per quanto perda un sicuro titolare per i prossimi 10-15 anni, davanti a una cifra attorno ai 55-60 milioni, il Milan non potrebbe rinunciare.

Suso si è messo in fuorigioco con una richiesta avanzata già durante la stagione, con una richiesta di adeguamento dell’ingaggio che non è stata accettata dalla società. Il suo procuratore ha parlato di cifre che si aggirano sui 6 milioni all’anno: più di Romagnoli, allo stesso livello di Donnarumma.  Inoltre, Suso potrebbe avere difficoltà a trovare spazio nel Milan di Marco Giampaolo, a meno di riconvertirsi a trequartista o seconda punta.

Il problema, semmai, è un altro: ci sono le richieste per il portierone e per l’esterno spagnolo? C’è qualcuno disposto a pagare la cifra chiesta dal Milan per Donnarumma e per versare i 40 milioni della clausola rescissoria (che vale per l’estero)? Si riusciranno a chiudere le due operazioni in modo profittevole? Maldini e Boban non si misureranno solo per i giocatori che sapranno scegliere per ricostruire la rosa del Milan del futuro, ma anche da quello che sapranno incassare.

Fair Play finanziario: il Milan vorrebbe “chiudere” con un anno di esclusione dall’Uefa. Ma sarà possibile?

Lo avrete letto l’altro giorno: il Tas non ha ancora “calendarizzato” il ricorso del Milan contro la decisione dell’Uefa che ha imposto al club rossonero di arrivare al pareggio di bilancio (con uno scompenso di non oltre 30 milioni) entro la presentazione del bilancio 2020-2021. O meglio: il Tas ha esposto il piano delle udienze fino ad agosto e il caso del Milano non è contemplato. Questo ha una doppia conseguenza. La prima è abbastanza ovvia: il Milan può partecipare alla prossima Europa League. La seconda lo è molto meno: rende molto difficile il tentativo del Milan di uscire dalle secche del fair play finanziario e complica i piani per il calciomercato appena avviato.

Cosa significa quest’ultimo passaggio? Con una attività diplomatica gestita in prima persona dall’amministratore delegato Ivan Gazidis e avviata nei mesi scorsi, il Milan ha cercato un accordo  direttamente con l’Uefa per un accordo “extragiudiziale”. In pratica, avrebbe accettato la pena di un anno di esclusione dalle competizioni europee per “espiare” le colpe delle ultime due proprietà (Fininvest e Yonghong Li) che hanno violato le regole del fair play finanziario. Di fatto, il Milan vorrebbe unire i due procedimenti: quello per cui è ricorso al Tas e che riguarda gli ultimi tre anni berlusconiani e quello in arrivo con una nuova convocazione davanti alla Camera giudicante dell’Uefa per l’anno cinese). Per chiudere così i conti con la giustizia finanziaria-sportiva.

Ma sarà possibile? Non è così semplice. I vertici dell’Uefa potrebbero anche accettare (secondo fonti raccolte dal Bollettino lo sarebbero), ma anche nello sport vige la separazione dei poteri e starebbe poi i giudici prendere la decisione definitiva. I legali del Milan hanno studiato i regolamenti per trovare la possibilità che un pronunciamento dell’Uefa sia poi accolto anche al Tas. Soprattutto appellandosi al fatto che la nuova proprietà non ha responsabilità sulle violazioni e che finora ha sempre cercato di muoversi nei paletti delle regole. Il fatto che il Tas non abbia ancora calendarizzato potrebbe voler dire anche questo. Secondo altri invece, la giustizia avrà il suo corso, i suoi tempi e tutte le relative incertezze.

In quest’ultimo caso, il Milan si troverà nella difficile situazione di fare un mercato senza spendere quanto vorrebbe, perché ha sempre la spada di Damocle del Fpf sulla testa.